Come la digitalizzazione cambia il mercato della microscopia

Dott. Bürgers, perché sono necessarie fotocamere digitali appositamente progettate per i microscopi? Sul microscopio si può anche montare una comune microcamera ad alta risoluzione ... 

Ovviamente, per il collegamento esistono anche adattatori sviluppati per specifici prodotti. Questo potrebbe anche andare bene per delle immagini meno importanti. Ma chi investe in un costoso microscopio e usa una comune macchina fotografica digitale alla fine non ne sfrutta le potenzialità.

Perché le lenti dei microscopi e delle fotocamere sono molto diverse?

Non si tratta solo di questo. Le fotocamere digitali di Leica sono appositamente progettate per immagini micro e macroscopiche. Soprattutto in funzione del vasto campo di applicazione. Quindi abbiamo fotocamere digitali ottimizzate per il controllo di qualità dei circuiti stampati. Le serie IC o MC, ad esempio, con telecamere relativamente economiche che possono essere collegate direttamente a un monitor o a un PC. In un segmento con prestazioni superiori, invece, abbiamo la serie DMC. A partire dalla DMC2900 fino alla nostra punta di diamante, la DMC6200. La prima, ad esempio, oltre alle immagini in bianco e nero consente anche la funzione di polarizzazione. Inoltre con i suoi 30 fotogrammi al secondo e la sua porta USB 3.0 è molto adatta per le immagini dal vivo.

A proposito della DMC6200: questa fotocamera già supera alcune  fotocamere digitali professionali per foto "normali" con le stesse caratteristiche tecniche. Quale effetto ha sulla microscopia?

La DMC6200 utilizza la tecnologia Pixel-Shift e offre quindi una risoluzione dei colori estremamente precisa. Ognuno dei tre colori primari rosso, verde e blu viene codificato con 16 bit, cioè 65536 tonalità; di queste, alla fine solo 256 sono rappresentate sullo schermo. Quindi la mole di dati raccolti sul colore è enorme. La fotocamera supporta anche tutte le techniche di contrasto, inclusa la fluorescenza. Grazie a questa fotocamera e alla sua grande flessibilità non si possono commettere errori. Decisiva però sarà sempre l'applicazione principale. 

Cosa succederà nei prossimi mesi per quanto riguarda lo sviluppo tecnico della microscopia digitale?

Sicuramente, la risoluzione 4k avrà la meglio e questo è dovuto al semplice fatto che i rispettivi monitor sono ora disponibili a basso costo. I chip CMOS che noi in genere utilizziamo supportano il 4K già da molto tempo.  Inoltre, si prevedono telecamere che non dipendono più dal software per PC esterno e che gestiscono internamente l'elaborazione di immagini rudimentali. Ci aspettiamo anche l'impiego di connessioni crittografate alle reti, ad esempio ai database centrali delle immagini.

La domanda di fotocamere digitali è aumentata enormemente negli ultimi anni. Questo trend non può essere motivato soltanto dal progresso tecnico. 

Uno dei motivi della crescente domanda ha delle cause piuttosto pragmatiche: leggi, norme e regolamenti richiedono questo nuovo approccio. Nella ricerca farmaceutica, ad esempio, la documentazione delle immagini, inclusi i dati di microscopia, è necessaria tanto quanto nello sviluppo di componenti per l'industria aerospaziale o per quella automobilistica. Senza una macchina fotografica digitale collegata oppure integrata nel microscopio, non è possibile lavorare su una solida base di documentazione.

Adesso veniamo a Lei, signor Smith. Attualmente sta lavorando alla prossima generazione della piattaforma software life science, la LAS X. Cosa può dirci in merito?

Prima di tutto: LAS X è la piattaforma software per tutti i microscopi Leica. Combina i sistemi confocale, widefield, stereo, super-risoluzione e light-section di Leica Microsystems. Sarà offerta gratuitamente con tutti i microscopi digitali di alta qualità, ad esempio il DVM6. Attualmente la nostra priorità è apportare un ulteriore miglioramento dell'interfaccia utente.

Con quale obiettivo?

Il nostro obiettivo è rendere la gestione semplice come un gioco da ragazzi, letteralmente. Nell'interfaccia utente abbiamo integrato quasi tutte le funzioni che normalmente sono necessarie nel manuale di un sistema intuitivo. Quindi prendiamo due piccioni con una fava: l'utente commette meno errori e rimane motivato, il datore di lavoro può formare il dipendente più velocemente, risparmiando tempo e ottenendo  risultati migliori in tempi più brevi.

E cosa è successo realmente "sotto al coperchio"? 

Abbiamo ottimizzato un certo numero di regolazioni e posto particolare attenzione sullo stitching, ovvero sulla composizione delle immagini negli assi X, Y e Z senza soluzione di continuità. Mentre lo stitching orizzontale e verticale è in definitiva solo un ingrandimento del formato dell'immagine, nello stitching dell'asse Z ci addentriamo letteralmente nella profondità: più di 20 immagini di diverse profondità di campo possono essere sovrapposte per consentire all'utente di immergersi, per così dire, nell'immagine. La costruzione di questo piano Z avviene quasi automaticamente. In pratica, la nuova versione di LAS X fornisce una specie di immagine cubica che si può vedere da sinistra a destra e dall'alto verso il basso.

Dott. Bürger, signor Smith, grazie per l'intervista!

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